La guida autonoma può portare benefici fino a 6,1 miliardi in Italia al 2050
Secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, nel nostro Paese lo sviluppo di servizi di robotaxi e robosharing potrebbe incidere profondamente non solo sulla sicurezza stradale — con una riduzione fino al 90% dei feriti — ma anche sulla configurazione stessa delle nostre città, che potrebbero arrivare a contare 900.000 auto in meno.
L’intelligenza artificiale sempre più protagonista nel settore automotive. Il comparto è il secondo per livello di maturità nell’adozione dell’AI, subito dopo quello tecnologico, e sta subendo una trasformazione epocale, che porterà anche a vantaggi sociali ed economici.
In particolare, dallo sviluppo della guida autonoma si stimano fino a 6,1 miliardi di euro di potenziali benefici complessivi in Italia entro il 2050.
Inoltre, l’utilizzo dell’AI è destinato a semplificare e rendere più efficiente la gestione delle flotte aziendali. È quanto emerso in occasione dell’evento “AI: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile”, promosso dall’Associazione di fleet e mobility manager Best Mobility.
Secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano (in collaborazione con Ipsos Doxa) oggi il 52% dei consumatori ha una percezione positiva dell’AI applicata ai veicoli. I principali vantaggi percepiti riguardano: maggiore sicurezza grazie alla prevenzione degli incidenti (indicata dal 38% del campione), ottimizzazione dei consumi (34%), manutenzione predittiva (33%).
Restano però alcune criticità: il rischio di malfunzionamenti dei software (temuto dal 35% dei rispondenti), la perdita di controllo del veicolo (33%) e la vulnerabilità ai cyberattacchi (30%).
Tornando agli aspetti positivi, il 54% degli italiani si dichiara pronto a utilizzare veicoli a guida autonoma, soprattutto per tragitti ripetitivi come casa-lavoro o spostamenti urbani in condizioni di traffico intenso. Secondo lo studio, nei prossimi anni lo sviluppo di robotaxi e servizi di mobilità condivisa autonoma potrebbe generare impatti significativi: -90% di feriti sulle strade, fino a 900.000 auto in meno nelle città e la riduzione di 41.000 tonnellate di emissioni inquinanti annue, e, come scritto in precedenza, fino a 6,1 miliardi di euro di potenziali benefici complessivi.
“Riducendo o eliminando il fattore umano, i sistemi autonomi possono contribuire in modo decisivo a diminuire il numero di feriti per chilometro, le emissioni inquinanti e i costi sociali”, ha evidenziato Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.
A cura de Il Sole 24 Ore
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