db Magazine July 3, 2026

Economia circolare, Italia sempre in testa ma importa troppi materiali

Il nostro Paese è leader in Europa per la circolarità ma resta il più dipendente dalle importazioni di materiali tra le grandi economie dell’Ue: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero, contro una media Ue del 22,4%

L’Italia è il primo Paese in Europa per economia circolare. Il tasso di utilizzo circolare di materia (Cmu) ha raggiunto il 21,6% nel 2024 - il più alto in Europa - contro una media Ue del 12,2%. Significa che oltre un quinto dei materiali consumati in Italia non viene estratto né importato, ma recuperato. Un risparmio strategico enorme, in termini di costi, emissioni e dipendenza geopolitica.

Tuttavia, il nostro resta il Paese più dipendente dalle importazioni di materiali tra le grandi economie dell’Unione europea. Il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero, contro una media Ue del 22,4%, con la Spagna al 39,8%, la Germania al 39,5% e la Francia al 30,8%.

Questa dipendenza ha un costo, che sta diventando sempre più insostenibile: nel 2025 la spesa per le importazioni di materiali ha sfiorato i 600 miliardi di euro, con un aumento del +23,3% rispetto al 2021, pur con volumi complessivi in calo. Il costo dei metalli - nichel, rame, acciaio - è cresciuto del 18% e rappresenta il 40% del valore totale delle importazioni nazionali. Tale pressione economica è destinata ad aumentare con il protrarsi delle tensioni geopolitiche e dei prezzi e della volatilità dell’approvvigionamento di materie prime strategiche, oltre che di fonti fossili di energia.

È quanto emerge dall’ottavo Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026, che sottolinea come l’Italia sia virtuosa anche nel riciclaggio sul totale dei rifiuti gestiti (urbani e speciali). Il nostro Paese, su 160 Mt, ne ricicla l'85,6% (137 Mt), più del doppio della media Ue che è del 41,2% e distaccando nettamente Spagna (54,7%), Francia (52,3%) e la stessa Germania (44,4%).

La produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2019: nel 2024 l'Italia si è confermata leader, generando 4,7 euro di Pil per ogni chilogrammo di risorse consumate, il valore più alto tra le grandi economie europee e nettamente sopra la media Ue (3 euro/kg). Sul fronte del riciclo degli imballaggi l'Italia guida la classifica europea con il 76,7% nel 2024 (dato Conai), contro una media Ue del 67,5%.

Ogni passo in questa direzione permette di comprare meno petrolio e meno metalli dall’estero, riducendo l’esposizione della nostra economia all’instabilità geopolitica.

A cura de Il Sole 24 Ore