db Magazine September 30, 2026

Private Equity, previste 251 operazioni nel secondo semestre 2026

Per la seconda parte dell’anno, è atteso un calo del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo la crescita registrata nel primo semestre.

Grattacieli

Nel primo semestre 2026, in Italia, sono state concluse 299 operazioni di Private Equity, in aumento del 20% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Questo trend di crescita, tuttavia, subirà una battuta d’arresto nella seconda parte dell’anno.

Secondo la quarantottesima edizione della “Italy Private Equity Confidence Survey”, l’indagine semestrale condotta da Deloitte Private in collaborazione con Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) e l’Osservatorio Pem (Private Equity Monitor) di Liuc Business School, per il secondo semestre dell’anno in corso sono previste 251 operazioni, che rappresentano un calo del 28% rispetto al corrispondente periodo del 2025.

La situazione è condizionata da un contesto ancora segnato da incertezze sul fronte geopolitico e commerciale, nel quale anche il sentiment degli operatori scende leggermente dopo un 2025 da record: il 73% degli operatori prevede uno scenario economico stabile o in peggioramento.

Nel secondo semestre saranno soprattutto le operazioni di maggiore dimensione a perdere quota. Le transazioni superiori ai 31 milioni di euro sono stimate in calo al 35,4% del totale (-16,9 p.p.), con le operazioni nella fascia 31-50 milioni che mostrano la flessione più marcata.

Parallelamente, i deal sotto i 30 milioni di euro sono attesi in aumento al 64,6%, trainati soprattutto dalla fascia 16-30 milioni (37,5%, +8 p.p.) e da quella 5-15 milioni (18,8%, +9,7 p.p.).

Per quanto riguarda il primo semestre, nel complesso sono stati finalizzati 276 investimenti e 23 disinvestimenti — tra i numeri più elevati mai registrati in un semestre — per un controvalore di 1,6 miliardi di euro.

A livello settoriale, il Manifatturiero si è confermato il più attrattivo per il 28,7% degli investitori (+2,7 p.p.). Il settore Food & Beverage è sceso leggermente al 13,9% (-3,2 p.p.), mentre i beni di consumo hanno registrato un incremento contenuto al 12% (+1,5 p.p.). Il settore Farmaceutico è cresciuto al 9,3% (+2,8 p.p.), mentre l'ICT è sceso all'8,3% (-3,0 p.p.).

Terziario e Cleantech hanno segnato aumenti rispettivamente al 6,5% (+2,4 p.p.) e al 3,7% (+3,7 p.p.).

Per quanto riguarda la distribuzione dei deal a livello geografico, il Nord Italia domina gli investimenti, ma il Centro e il Sud recuperano terreno. Il 72,9% delle operazioni concluse negli ultimi sei mesi si è concentrata al Nord - suddiviso tra Nord Ovest (25,0%) e Nord Est (47,9%) - sebbene in calo di 16 p.p. rispetto al semestre precedente. Il Centro Italia ha accelerato al 16,7% (+12 p.p.), mentre il Sud ha raggiunto il 6,3%.

A cura de Il Sole 24 Ore