db Magazine May 19, 2026

Nel primo trimestre 2026 +1,2% per i prestiti finalizzati

A sostenere la crescita è soprattutto il “buy now pay later”, come emerge dal Barometro Crif sulla domanda di prestiti finalizzati (tradizionali e Bnpl) delle famiglie italiane.

immagine rappresentativa

Nel primo trimestre 2026, i prestiti finalizzati (tradizionali e Bnpl) delle famiglie italiane hanno registrato una crescita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il Barometro Crif, in particolare, la ripresa della domanda è iniziata a ottobre 2025 ed è proseguita fino al mese di marzo 2026, quando ha avuto la prima frenata dopo mesi di crescita con un -3,3% rispetto al marzo 2025.

Nei primi tre mesi dell’anno in corso, ha mostrato un aumento anche l’importo medio richiesto: nell’aggregato di prestiti finalizzati tradizionali e dilazionati, il valore si è attestato a 7.436 euro (+11,8% rispetto allo stesso periodo del 2025). A sostenere la domanda sono stati soprattutto i prestiti Bnpl “buy now pay later” cresciuti del +8,9% rispetto al primo trimestre del 2025, mentre le richieste di finanziamenti finalizzati tradizionali sono rimasti stabili e i prestiti personali hanno segnato un +2,6%. Per quanto riguarda l’importo medio, il Bnpl hanno avuto un +2,4% (1.330 euro) mentre i prestiti finalizzati tradizionali hanno registrato un +13,2% (8.478 euro), anche in virtù dell’aumento dei ticket nel comparto auto. Al contrario, i prestiti personali hanno avuto un lieve calo del -1,9% con un valore medio di 12.339 euro.

“Nel corso dell’ultimo anno, il credito alle famiglie ha registrato un trend positivo, sostenuto da una politica monetaria espansiva. Il Bnpl permette di diluire ulteriormente anche i piccoli acquisti quotidiani rispetto ai vecchi modelli di finanziamento, i cosiddetti small ticket. Il ‘buy now pay later’ non è più un fenomeno circoscritto alle fasce più giovani, ma una modalità di finanziamento sempre più diffusa grazie alla sua semplicità d’uso e flessibilità. Una flessibilità che si inserisce oggi in un quadro regolatorio ben definito dalla Consumer Credit Directive II (Ccd II), che ha l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, riducendo il rischio di sovraindebitamento”, ha commentato Simone Capecchi, Executive Director di Crif.

A cura de Il Sole 24 Ore