db Premium Magazine CIO View June 13, 2022

Finanza blu: ridefinire la catena del valore

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, dobbiamo affrontare sfide importanti per preservare un'economia blu sostenibile. Il settore finanziario svolgerà un ruolo importante nella ricerca di soluzioni.

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01 L’“accelerazione blu”

Il nostro rapporto con l'oceano è vicino a grandi cambiamenti. Siamo sempre più consapevoli del fatto che l’ecosistema oceanico è sottoposto a un forte stress, a causa del cambiamento di temperatura, dell'inquinamento e di altri tipi di degrado ambientale. Ma, allo stesso tempo, la tecnologia e una maggiore conoscenza sembrano aprire la porta a un ulteriore sfruttamento potenzialmente rischioso degli oceani. Le possibili conseguenze di ciò non sono ancora note.

Il mondo si sta ora imbarcando in quella che alcuni chiamano "l'accelerazione blu": una corsa per accaparrarsi risorse in termini di cibo (es. pesce), materiali (es. estrazione oceanica, bioprospezione ) e spazio geografico. Gli oceani sono però al centro della nostra esistenza. La conoscenza di come funzionano è ancora incompleta, ma sono una fonte vitale di biodiversità, regolazione del clima, cibo, mezzi di sussistenza e, per molti, relax e giovamento, il tutto attraverso una vasta gamma di servizi ecosistemici.

Dobbiamo quindi gestire il cambiamento futuro con grande attenzione. Sappiamo dalla nostra esperienza (in superficie) i pericoli di sbagliare e, con gli oceani, le minacce sono ancora più grandi.

Gestire il cambiamento degli oceani è, tuttavia, difficile: due ragioni chiave contribuiscono a questo. In primo luogo, gli oceani stessi sono incredibilmente complessi : le dimensioni, l'interconnessione dei sistemi e l'incredibile varietà di biodiversità marina che vive al loro interno si aggiungono alle difficoltà di comprensione e mappatura dei processi naturali. È anche praticamente impossibile per gli esseri umani gestirne i processi naturali.

02 Gestione degli oceani

In secondo luogo, il regime normativo esistente su cui poggia la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, sebbene innovativo all'epoca in cui fu negoziato all'inizio degli anni '80, potrebbe non essere più del tutto idoneo allo scopo. Ha lasciato infatti molti problemi irrisolti. L'attuale regime conferisce ai Paesi diritti nazionali geograficamente estesi (che possono essere concessi in licenza a terzi), ma il quadro di vigilanza delle Nazioni Unite è frammentato. Anche la maggior parte degli oceani è ancora definita come acque internazionali, il che richiede la cooperazione di molti Paesi una gestione corretta. Gli sviluppi futuri sull'estrazione oceanica potrebbero mettere a fuoco i fallimenti del regime.
Riformare la governance degli oceani è difficile e richiede molto tempo. Ci sono voluti quasi 20 anni per cercare di negoziare un accordo presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio per eliminare i dannosi sussidi alla pesca. Abbiamo passato quasi la stessa quantità di tempo a discutere su come proteggere la biodiversità mare aperto (quelle aree marine al di fuori delle giurisdizioni nazionali) e l'accordo qui deve ancora essere raggiunto. Ma le minacce per gli oceani sono immediate e vaste. C'è anche un urgente bisogno di integrare le esigenze degli oceani in un quadro emergente di obiettivi ambientali concordati dai Governi che sono tagliati su più aree e includono la biodiversità e la mitigazione del clima, l'adattamento e la resilienza.

03 Capitale naturale

In questo contesto incerto, quale fattore può guidarci nella giusta direzione? Il settore finanziario mondiale svolgerà un ruolo importante nel determinare la direzione futura appropriata nell'economia blu sostenibile, che deve anche essere equa. L'attuale coinvolgimento finanziario è diverso per dimensioni e portata: da piccoli progetti locali (spesso attenti all'ambiente) a finanziamenti molto più grandi di imprese transnazionali in grandi settori come l'energia o la pesca, che possono avere conseguenze negative.

Queste esigenze di finanziamento possono sembrare diverse, ma possono essere viste come parte della stessa catena del valore finanziario.
A livello concettuale, oltra riconoscere il valore intrinseco degli oceani come un sistema terrestre, dobbiamo vederlo anche come fonte di capitale naturale, da cui attingiamo quali servizi ecosistemici. Le comunità locali devono essere in grado di utilizzare le proprie conoscenze per gestire questi servizi sia per se stesse che per il villaggio globale. La comprensione di questo legame tra capitale naturale e servizi ecosistemici avrà implicazioni per il settore finanziario e il suo approccio futuro alla questione.

Nuove modalità di gestione di questi servizi, ad esempio attraverso soluzioni basate sulla natura (NbS), richiederanno nuovi metodi di finanziamento (compresi quelli assicurativi) che possano integrare o sostituire i metodi di investimento o i prodotti finanziari esistenti. Tale innovazione influenzerà i macro processi (ad es. swap di debito per natura), le classi di attività esistenti (ad es. blue bond) e altre forme di mobilitazione delle risorse da parte dei governi e delle singole aziende.

04 Finanza e catene del valore

Il ruolo della finanza nel garantire un'economia blu sostenibile dipenderà dalla comprensione delle catene del valore.

L'innovazione finanziaria può cambiare il modo in cui attingiamo a questi servizi ecosistemici, in molte fasi della catena del valore, dall'estrazione iniziale al trasporto, all'elaborazione e all'eventuale consumo. Di conseguenza, aiuterà anche a fermare gli investimenti in attività distruttive che danneggiano il capitale naturale.

Il passaggio da questa riformulazione concettuale all'attuazione pratica degli investimenti potrebbe sembrare difficile. Come misurare, ad esempio, l'esatta dimensione o natura di questo capitale naturale? Guardare alle risorse oceaniche come "capitali" aiuta a focalizzare l'attenzione sulla sostenibilità e sui problemi correlati (ad esempio la "tragedia dei beni comuni"). La dimensione del tempo – la sostenibilità – diventa una parte vitale delle catene del valore.

Queste catene del valore coprono uno spettro infinitamente ampio di attività ecosistemiche che forniscono servizi alla natura. Ma qui consideriamo uno spettro più ristretto di progetti con coinvolgimento umano diretto.

Ad una estremità, come notato sopra, abbiamo progetti incentrati sull'ambiente e geograficamente localizzati, che spesso coinvolgono agenzie multilaterali e partenariati pubblico/privato. La catena del valore qui può essere breve e focalizzata sulla conservazione dell'ambiente e sul sostegno delle comunità locali. Il sostegno finanziario può essere considerato "positivo", ma di solito è su piccola scala poiché i fornitori di servizi finanziari sviluppano nuovi approcci "blu" e gli investitori valutano i probabili tassi di rendimento futuri.

All'altra estremità, possiamo avere investimenti in grandi imprese transnazionali incentrate sulla raccolta di risorse esistenti diffuse (dal capitale naturale) e sulla loro ridistribuzione alle popolazioni globali. Le catene del valore finanziarie sono più lunghe e complesse. Alcune di queste operazioni potrebbero essere sostenibili (energia eolica), altre potrebbero non esserlo (combustibili fossili). Il coinvolgimento finanziario in alcune attività, in particolare quelle che sembrano distruttive, può essere visto come “negativo”.

Questi due estremi - e l'ampia gamma di progetti di investimento che si collocano nel mezzo - potrebbero essere considerati molto diversi. Ma in realtà, fattori simili sono alla base degli investimenti in tutti questi diversi tipi di catene del valore. Ci concentreremo su tre fattori: informazione, misurazione e principi.

Le informazioni sono fondamentali per comprendere tutte le fasi di queste catene del valore oceaniche. A livello fondamentale, le informazioni provenienti dalla ricerca scientifica ci aiutano a capire come funzionano gli oceani. Ma per prendere decisioni migliori in materia di investimenti sono necessarie anche informazioni migliori e più numerose da parte delle singole imprese, attraverso una migliore rendicontazione, divulgazione e analisi delle catene del valore.

L'uso delle informazioni richiede standard di misurazione concordati (nel senso più ampio del termine, ad esempio migliorando e unificando le tassonomie). Questo ci permetterà di integrare le informazioni nel processo decisionale del settore finanziario. I progressi in questo senso continuano: ad esempio, il lavoro della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) ci aiuterà a capire e a costruire uno screening finanziario per i rischi legati alla natura. La misurazione è fondamentale per attuare in modo efficace le considerazioni ESG, sia nelle grandi che nelle piccole industrie.

L'applicazione delle informazioni richiede anche principi di finanziamento concordati. Questi sono necessari non solo per creare nuovi prodotti finanziari e sviluppare partenariati pubblico-privati, ma anche per migliorare il funzionamento e la credibilità della finanza oceanica in generale. Anche in questo caso, possiamo vedere dei progressi, con i Principi di finanziamento dell'economia blu sostenibile sotto l'egida dell'Iniziativa finanziaria del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP-FI) e una guida sulla loro applicazione pratica.

05 Priorità future

L'utilizzo di questi tre fattori, all'interno di un inquadramento del capitale naturale, ci aiuterà non solo a rivalutare le catene del valore nell'ampia gamma di industrie oceaniche esistenti e future, ma anche a ridefinire ciò che vogliamo da esse - e ad aiutare gli oceani a sopravvivere e prosperare.

Poi dobbiamo agire. I mercati dei capitali devono essere parte integrante di qualsiasi risposta, in quanto consentono di mettere in comune le risorse (e i rischi) condivisi; ciò può essere coordinato con iniziative individuali, ad esempio con la venture philanthropy. Ma il finanziamento di nuove attività finanziamenti ad altri. Quando le informazioni indicano una chiara evidenza di danno, gli investimenti dovrebbero essere incoraggiati a passare a settori positivi per il clima e la natura. Nei casi in cui le informazioni disponibili sono troppo scarse, occorre essere cauti e ci saranno validi argomenti per prevenire gli investimenti in attività potenzialmente distruttive (come l'estrazione mineraria in fondali profondi).

A tal fine, riteniamo che tre elementi chiave facciano parte della risposta della finanza oceanica, che si evolverà con l'aumentare della nostra comprensione dell'oceano.

In primo luogo, dobbiamo riconoscere, divulgare e prendere coscienza dei rischi futuri. Un approccio potrebbe essere quello di adottare leggi diverse o più intelligenti, simili a quelle che abbiamo visto in Francia, assicurando che gli investitori istituzionali (fondi pensione/assicurazioni, gestori patrimoniali, banche) tengano conto della natura e della biodiversità nelle decisioni di prestito e di investimento, in conformità con la Convenzione sulla biodiversità delle Nazioni Unite.

In secondo luogo, è necessario un sostegno mirato e multilaterale da parte delle Banca di Sviluppo e dei governi dei Paesi sviluppati sotto forma di sussidi positivi per sostenere gli investimenti che rigenerano gli oceani. Le sacche di capacità d'investimento garantite potrebbero rientrare in questo contesto. Gli investimenti beneficeranno di una "etichettatura blu" (secondo l'approccio dell'International Capital Market Association (ICMA)) in grado di identificare non solo l'impatto previsto sull'economia blu, in termini di biodiversità, conservazione e potenziali benefici sociali (ad es. acqua potabile).

In terzo luogo, l'ammontare del capitale attivato deve essere all'altezza delle sfide che dobbiamo affrontare. La consapevolezza della portata delle sfide richiederà un ulteriore modo di guardare ai rendimenti, come abbiamo notato in precedenza. Per riformulare e rinvigorire gli investimenti nella natura sarà necessario guardare oltre i ritorni finanziari immediati e considerare i "ritorni della natura" e misurare il successo attraverso i benefici per la salute ambientale ed ecologica e per il benessere sociale ed economico. Il nostro pensiero deve fondersi con le comunità indigene e locali, mentre impariamo a confrontarci con alcune delle sfide più importanti delle scienze umane. 

Key take aways

  • In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, dobbiamo affrontare sfide importanti per preservare un'economia blu sostenibile. Il settore finanziario svolgerà un ruolo importante nella ricerca di soluzioni.
  • Dobbiamo concentrarci sul concetto di capitale naturale e su come garantire catene del valore dei servizi ecosistemici sostenibili. La conservazione di tali catene del valore può dare alla natura spazio per riprendersi, facilitando l’adattamento naturale che ci aiuterà anche in futuro.
  • L'informazione e la misurazione sono fattori chiave nello sviluppo della finanza blu. La valutazione e la divulgazione del rischio aiuteranno anche a definire nuovi metodi di finanziamento e le istituzioni a fornire capitale sufficiente per un cambiamento significativo.