db Premium Magazine CIO View May 18, 2022

Italia: ciò che conta è la crescita

Le misure fiscali e il NGEU rimangono fondamentali per sostenere la ripresa dell'economia come rimane cruciale il raggiungimento degli obiettivi del PNRR.

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1) Cosa sta accadendo?

L’allentamento delle restrizioni imposte per limitare la diffusione del virus Covid 19, l'invasione dell'Ucraina e una previsione di guerra di più lunga durata insieme ad ulteriori tensioni sulle catene di approvvigionamento, sono ora al centro della scena e stanno deteriorando le previsioni di crescita a livello globale e per l’Europa a causa di una maggiore dipendenza dalle importazioni russe di petrolio e gas e della vicinanza al conflitto. L'Italia in particolare sta importando circa il 13% (dati a marzo 2022) di petrolio (in calo rispetto al 20% di fine gennaio) e il 40% di gas naturale dalla Russia .1

L'aumento dei prezzi dell'energia (YTD WTI +53% e gas naturale +60%) sta incidendo direttamente sull'inflazione,  pingendo il CPI  dell'Eurozona (Aprile) al 7,5% e il CPI 2 preliminare italiano di aprile al 6,6% (in leggero calo però rispetto a marzo) ben al di sopra dell'obiettivo simmetrico della BCE del 2%.

I crescenti timori sul rallentamento economico e sull'inflazione sono espressi anche dal  eterioramento degli indicatori del sentiment dei consumatori sia in Europa che in Italia rispetto ai picchi di ottobre 2021 e dei PMI manifatturieri e dei servizi, che però rimangono ancora in territorio espansivo (sopra 50) 3

2) Come hanno reagito i mercati?

I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono stati spinti verso l'alto dalle aspettative di un intervento deciso della BCE contro l'inflazione in termini di interruzione dei programmi di acquisto di titoli e avvio di un ciclo di rialzo dei tassi. I BTP a 10 anni hanno superato il rendimento del 3% all'inizio di maggio 2022 prima di scendere al 2,8% e lo spread rispetto al Bund a 10 anni è salito sopra quota 200 pbs (ora 190 pbs ).

Anche il mercato azionario italiano ha risentito della volatilità e delle preoccupazioni su inflazione e rallentamento della crescita, il FTSE MIB è sceso da inizio anno del 15% (in linea con il 16% dell'EURO STOXX 50). Gli impatti maggiori riguardano il settore sanitario (31%), i beni di prima necessità e l'IT (entrambi 22%), solo il settore dell'energia è in crescita del 13% da inizio anno.

Il governo italiano reagisce all'alto livello dei prezzi dell'energia con misure aggiuntive per sostenere famiglie e imprese destinando ca. 11 miliardi di euro 3 che non dovrebbero impattare sui conti pubblici (grazie a misure di taglio dei costi e di una imposizione straordinaria sugli utili delle società energetiche).

3) Che cosa significa per gli investitori?

Considerando l’evoluzione della situazione geopolitica, prevediamo un rallentamento della crescita europea ma al momento non una vera e propria recessione, a meno che non si verifichi un'interruzione dell'approvvigionamento di gas russo.

Rispetto alle previsioni iniziali per il 2022, abbiamo rivisto il tasso di crescita dell'Eurozona al 2,8% (dal 4,6% del nostro Outlook 2022) e l’inflazione CPI al 8% (dal 2,6%). Anche la crescita italiana è stata rivista al ribasso per recepire il contesto globale. Banca d'Italia prevede 3 nel 2022 una crescita del 2,2% in uno scenario intermedio con un'inflazione al 5,6%. Tuttavia la politica fiscale, anche grazie al NGEU (un importo netto pari a 21 miliardi di euro da inizio anno per il raggiungimento di 51 obiettivi previsti dal piano PNNR), dovrebbe poter sostenere la crescita.

La BCE dovrebbe reagire all'aumento dei tassi di inflazione con un aumento del tasso sui depositi da 0,5% a +0,75% (il nostro target a giugno 2023). Le decisioni della Banca Centrale avranno un impatto sui titoli di Stato spingendo al rialzo i rendimenti. Tuttavia il tasso implicito del debito pubblico italiano è sceso ai minimi storici nel recente passato e anche in caso di un aumento di 200 bps di rendimento per tutte le nuove emissioni, la spesa per tassi di interesse non salirebbe alle stelle.

Il 6 aprile inoltre, il Governo ha approvato il Documento Economico e Finanziario (DEF) riducendo la previsione di indebitamento netto nel 2022 di 0,5% del PIL e includendo un previsto calo del disavanzo dal 5,6% del PIL di quest'anno al 2,8% nel 2025. L'effetto complessivo sul rapporto debito/PIL, tenuto conto di un'evoluzione degli introiti fiscali migliori del previsto, dovrebbe scendere al 141,4% nel 2025.
Guardando avanti, fondamentale per l'Eurozona e l'Italia è mantenere un tasso di crescita positivo.

Le misure fiscali e il NGEU rimangono fondamentali per sostenere la ripresa dell'economia come rimane cruciale il raggiungimento degli obiettivi del PNRR. 



Bibliografia

1 Ministero della Transizione Ecologica ( https://dgsaie.mise.gov.it/
2 ISTAT: Nota Mensile 4/2022 (10 maggio 2022)
3 Banca D’Italia, Bollettino Economico 2/2022.
4 ISTAT: Occupati e Disoccupati (dati provvisori) marzo 2022 ( 2 maggio 2022

Key take aways

  • La crisi ucraina ha esacerbato la situazione delle catene di approvvigionamento e ha sollevato interrogativi sull'importazione di petrolio e gas dalla Russia in tutta Europa.
  • Questi problemi hanno suscitato preoccupazioni sulla crescita nell'Eurozona e in Italia e hanno peggiorato il sentiment del mercato.
  • L'aumento dei tassi di inflazione in conseguenza della situazione geopolitica ha spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari e accresciuto la pressione sulla BCE.

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A cura del team CIO & Consulenza Avanzata di Deutsche Bank S.p.A.

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Glossario

  • I Bund sono obbligazioni a lungo termine emesse dal Governo tedesco.
  • L’Eurozona comprende i 19 Stati membri dell’Unione Europea che hanno adottato l’euro come valuta comune e unica moneta a corso legale.
  • EUR è la sigla identificativa dell’euro, la valuta in circolazione nell’Eurozona.
  • La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale dell'Eurozona.
  • EUR è il codice valuta per l’Euro, la valuta della zona euro.
  • Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore monetario di tutti i prodotti finiti e servizi prodotti all'interno dei confini di un paese in un determinato periodo di tempo.
  • MEF è il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
  • Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana; è un istituto di diritto pubblico, regolato da norme nazionali ed europee.
    È parte integrante dell'Eurosistema, composto dalle banche centrali nazionali dell'area dell'euro e dalla Banca centrale europea. L'Eurosistema e le banche centrali degli Stati membri dell'Unione europea che non hanno adottato l'euro compongono il Sistema europeo di banche centrali.
  • Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stato fondato nel 1944, comprende 189 Paesi e lavora per promuovere la cooperazione monetaria internazionale, la stabilità dei tassi di cambio e lo sviluppo economico più in generale.
  • Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) è l’istituto specializzato nelle statistiche ufficiali in Italia.
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  • Il Next Generation EU (NGEU) è un fondo che include un pacchetto di ripresa dell'Unione Europea per sostenere gli Stati membri
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  • Purchasing Manager Indices (PMI) forniscono un indicatore della salute economica del settore manifatturiero e si basano su cinque
    indicatori principali: nuovi ordini, livelli di inventario, produzione, consegne dei fornitori e ambiente occupazionale.
  • Il PMI composito include sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. Possono essere pubblicati dal settore pubblico o da agenzie private (es. Caixin, Nikkei) 
  • Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il piano di investimenti e riforme dell'Italia per la ripresa dall'emergenza Covid 19.