db Premium Magazine May 15, 2026

Inflazione, sorvegliata speciale

Ma il rialzo dei prezzi dell’energia, legato alla guerra in Iran, finora è rimasto circoscritto.

immagine rappresentativa

A cura del Team CIO di Deutsche Bank – Private Bank Italy  

Contesto macroeconomico

Il quadro macroeconomico statunitense è lievemente migliorato ad aprile, nonostante l’aumento dell’inflazione che è stata trainata dai prezzi dell’energia e che ha complicato lo scenario per le future decisioni di politica monetaria.

I dati sul mercato del lavoro pubblicati nel corso del mese hanno mostrato un aumento dei “Non-Farm Payrolls”1 di +178.000 unità a marzo, un tasso di disoccupazione sostanzialmente stabile al 4,3% e una partecipazione al mercato del lavoro al 61,9%. La dinamica dei salari, invece, ha mostrato segnali di raffreddamento: le retribuzioni orarie medie sono salite dello 0,2% su base mensile e del 3,5% su base annua, in linea con un mercato del lavoro stabile e caratterizzato da bassi tassi di assunzione ma anche di licenziamento. Sul fronte inflattivo, l’indice CPI Headline2 di marzo è salito dello 0,9% su base mensile e del 3,3% su base annua a causa soprattutto del forte rincaro dei prezzi della benzina; l’indice CPI Core3 si è invece mantenuto più stabile (+0,2% su base mensile e +2,6% su base annua), a conferma che finora lo shock resta confinato al comparto dell’energia e non evidenzia ancora una diffusione sulle altre metriche di inflazione. Ciò nonostante, va segnalato che la componente dell’inflazione legata ai servizi resta ancora piuttosto rigida su livelli elevati. Infine, gli indicatori relativi alla crescita statunitense sono stati resilienti e nel primo trimestre il PIL reale è cresciuto del 2,0% su base annua. Nel complesso, questo quadro ha fatto sì che alla riunione di aprile la Fed abbia mantenuto ancora una volta un approccio attendista, cercando di limitare le aspettative dei tagli dei tassi nel breve termine.

A livello globale, l’inflazione preliminare dell’area euro è risalita al 3,0% su base annua in aprile. Anche in questo caso l’aumento dei prezzi è stato causato dall’aumento dei prezzi dell’energia, a cui l’economia dell’Eurozona è più sensibile rispetto a quella statunitense. La BCE ha mantenuto un approccio prudente durante la sua riunione, evidenziando una certa attenzione alla dinamica inflattiva nell’area euro.

Nel Regno Unito, infine, il CPI Headline2 di aprile è salito al 3,3% su base annua, mentre il CPI Core3 al 3,1% con un tasso di inflazione nel settore dei servizi al 4,5%.

Nel complesso, a livello globale il profilo inflattivo recente è stato dominato dal canale energetico a seguito del conflitto in Iran.  

Obbligazionario

Il mercato obbligazionario statunitense si è stabilizzato nel mese di aprile dopo il brusco aumento dei rendimenti registrato a marzo. I Treasury sono stati sostanzialmente invariati (‑0,1%) e i rendimenti sono rimasti elevati fino alla fine del mese, con il rendimento del Treasury decennale USA che ha chiuso il mese di aprile intorno al 4,4%. I titoli indicizzati all’inflazione hanno sovraperformato i Treasury nominali: i TIPS4 statunitensi hanno registrato una performance dell’1,2%.

Anche il mercato delle obbligazioni societarie ha mostrato una buona tenuta: l’Investment Grade5 ha registrato un rialzo dello 0,5%, mentre l’High Yield6 è stato tra i segmenti migliori con un +1,7%, in linea con la performance del reddito fisso globale G7 ex‑USA (+1,7%).

Sul fronte della politica monetaria, il 30 aprile la Fed ha mantenuto i tassi invariati al 3,50% – 3,75%, mentre la volatilità dei prezzi energetici di fine mese ha continuato ad alimentare le preoccupazioni inflazionistiche.

In Europa, i rendimenti dei Paesi Core7 sono rimasti anch’essi elevati: il Bund decennale ha chiuso aprile intorno al 3,1%. Gli spread governativi si sono mantenuti relativamente contenuti nonostante il persistere delle incertezze geopolitiche e inflazionistiche.

Nel complesso, il mese di aprile ha rappresentato una fase di consolidamento per il reddito fisso globale, con il contributo del carry8 e della protezione dall’inflazione in grado di compensare i venti contrari legati alla duration dopo lo shock geopolitico di marzo legato all’Iran. 

Azionario

Le azioni statunitensi hanno registrato un rimbalzo significativo nel mese di aprile, annullando completamente i ribassi di marzo causati dalle tensioni geopolitiche. I risultati delle trimestrali molto buoni e un cambiamento nella leadership di mercato verso i titoli tecnologici e quelli legati al settore dei semiconduttori hanno sostenuto un rally diffuso. L’S&P 500 (in USD) ha guadagnato il 10,5%, il Nasdaq il 15,3%, ma anche le società a minore capitalizzazione hanno registrato performance solide, con il Russell 2000 in rialzo del 12,2%.

La performance settoriale ha in larga parte ribaltato le dinamiche legate alla crisi iraniana di marzo: servizi di comunicazione (+18,5%), tecnologia (+17,5%) e beni di consumo discrezionali (+11,7%) hanno guidato i rialzi, mentre energia (‑3,5%) e sanità (‑0,5%) sono risultati gli unici settori con rendimento negativo nel mese.

Anche i mercati azionari internazionali hanno messo a segno progressi diffusi, con tutte le principali aree in territorio positivo. L’MSCI Asia ex‑Japan ha guidato con un +16,3%, seguito dai Mercati Emergenti (+14,7%). Gli indici europei hanno registrato performance positive, ma in generale a singola cifra.

Nel complesso, aprile ha segnato un netto miglioramento del quadro azionario globale, con un significativo allargamento della partecipazione al rialzo rispetto alla fase più ristretta e dominata dall’energia osservata nel mese di marzo.  

Materie prime & Tassi di cambio

Le materie prime hanno continuato a mostrare un’elevata volatilità ad aprile, anche se l’andamento dei prezzi ha riflesso sempre più i rischi inflazionistici e le tensioni sull’offerta, piuttosto che una nuova escalation geopolitica. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati per tutto il mese: il Brent ha chiuso sopra i 120 USD al barile e il WTI9 intorno ai 108 USD, sostenuti dalle persistenti preoccupazioni per possibili interruzioni dell’offerta in Medio Oriente e dalla limitata capacità produttiva inutilizzata.

L’oro è rimasto volatile ma si è stabilizzato dopo il marcato ribasso di marzo, con le preoccupazioni inflazionistiche in grado di compensare l’effetto negativo dei rendimenti reali elevati.

Sul fronte valutario, il dollaro statunitense si è mantenuto forte, con l’Indice del Dollaro10 (DXY) intorno a quota 100 e il cambio USD/JPY su livelli elevati, prossimi a 160. Le principali valute G10 sono rimaste complessivamente in un range ristretto, con EUR/USD intorno a 1,15 e GBP/USD vicino a 1,30.

 

1 I Non-Farm Payrolls (NFP) sono il numero di nuovi posti di lavoro creati nel settore non agricolo degli Stati Uniti, pubblicati mensilmente dal Dipartimento del Lavoro americano. I NFP sono fondamentali perché forniscono una panoramica chiara dello stato di salute dell’economia americana. L’occupazione influisce su molte altre variabili economiche, come inflazione, vendite al dettaglio e produzione industriale e può influenzare le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.

2 CPI Headline: l’indice dei prezzi al consumo complessivo; misura l’inflazione includendo tutte le categorie di beni e servizi, compresi i componenti volatili come energia e alimentari.

3 CPI Core: l’indice dei prezzi “di fondo”; misura l’inflazione escludendo energia e alimentari, che sono le componenti più volatili, per indicare un andamento più stabile e strutturale dei prezzi.

4 I TIPS (Treasury Inflation Protected Security) sono un tipo di titoli di Stato emessi dal governo statunitense e funzionano in modo simile ai normali titoli di Stato, ma con una differenza fondamentale: il loro valore nominale si adegua all'inflazione. Pertanto, quando l'inflazione aumenta, aumenta anche il capitale del titolo, garantendo agli investitori il mantenimento del potere d'acquisto.

5 Investment Grade: titoli obbligazionari caratterizzati da un’elevata qualità creditizia, con un rating pari o superiore a BBB‑ (per S&P e Fitch) o Baa3 (per Moody’s). Sono emessi da soggetti ritenuti con una bassa probabilità di insolvenza e offrono rendimenti generalmente più contenuti in cambio di una maggiore stabilità e prevedibilità dei flussi di cassa.

6 High Yield: titoli obbligazionari con rating inferiore all’Investment Grade (BB+ / Ba1 o inferiore), emessi da emittenti con profilo di rischio creditizio più elevato. Offrono rendimenti superiori per compensare una maggiore probabilità di default e una più elevata sensibilità al ciclo economico, risultando tipicamente più volatili rispetto ai titoli Investment Grade.

7 Con l’espressione Paesi Core si indicano le principali economie dell’area euro considerate caratterizzate da elevata solidità macroeconomica, finanze pubbliche relativamente sostenibili e mercati obbligazionari percepiti come più sicuri. In genere il termine fa riferimento a Paesi come Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria, i cui titoli di Stato fungono spesso da benchmark di riferimento per i rendimenti e per la valutazione degli spread all’interno dell’area euro.

8 Il carry trade è una strategia che consiste nel prendere a prestito del denaro in Paesi con tassi di interesse più bassi, per cambiarlo in valuta di Paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria.

9 Il WTI (West Texas Intermediate) e il Brent sono i due principali benchmark (parametri di riferimento) del petrolio greggio mondiale.
Il WTI è estratto negli USA ed è il benchmark principale per il Nord America. Il Brent proviene dal Mare del Nord ed è il riferimento per i prezzi del petrolio in Europa, Africa e Medio Oriente: più del 60% delle transazioni internazionali utilizzano come riferimento il Brent.

10 Indice del Dollaro (DXY): misura l’andamento del dollaro statunitense rispetto a un paniere di sei valute estere principali, offrendo un’indicazione immediata del suo valore sui mercati valutari globali. 


 Torna a db Premium Magazine


Disclaimer

Tutti i diritti riservati. Gli articoli, i materiali, i contenuti ed i servizi presenti sulle pagine web raggiungibili da questo indirizzo db premium magazine sono destinati ad un utilizzo personale e non professionale e non possono essere copiati, trasmessi, pubblicati, distribuiti o sfruttati commercialmente senza l’esplicito consenso scritto del Gruppo Deutsche Bank S.p.A.. Tutti i materiali pubblicati, inclusi a titolo esemplificativo, articoli di informazione, fotografie, immagini, illustrazioni, sono protetti dalle leggi sul diritto d’autore e sono di proprietà dell’editore o di chi legittimamente disponga dei diritti relativi. Le informazioni contenute nel presente documento si basano su fonti ritenute attendibili: tuttavia il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. non ha effettuato una verifica indipendente relativa a tali informazioni e declina ogni responsabilità a riguardo. Conseguentemente, nessuna garanzia, espressa o implicita, è fornita, né alcun affidamento può essere fatto riguardo alla precisione, completezza o correttezza delle informazioni e delle opinioni contenute in questo documento. Gli articoli, le ricerche e gli studi pubblicati rappresentano esclusivamente le opinioni e i punti di vista dei relativi autori: esse non riflettono necessariamente le opinioni di Deutsche Bank S.p.A. né di qualsiasi società controllata o consociata del Gruppo Deutsche Bank S.p.A.. Né l’autore né il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. possono essere ritenuti responsabili per danni derivanti dall’utilizzo della presente pubblicazione, tranne per quanto è previsto dalla normativa applicabile. Il Gruppo Deutsche Bank S.p.A cercherà in tutti i modi di evitare la pubblicazione di informazioni erronee ed affermazioni che possano in alcun modo essere considerate lesive di diritti di terzi. Le informazioni riportate hanno solo uno scopo informativo, non sono da intendersi, interpretarsi o considerarsi in alcun modo come messaggio promozionale ovvero offerte di vendita o sollecitazioni a sottoscrivere, invito ad acquistare o vendere o come raccomandazione ad acquistare o collocare qualsiasi tipo di strumento finanziario, nè come giudizi da parte del Gruppo Deutsche Bank S.p.A. sull’opportunità dell’investimento in alcuno dei prodotti illustrati, o ricerca in materia di investimenti, né tantomeno costituiscono una raccomandazione ad eseguire alcun tipo di operazione. Quanto ad eventuali richiami di natura fiscale qui contenuti, va rilevato che i livelli e le basi di tassazione a cui fanno riferimento gli articoli pubblicati sono suscettibili di cambiamenti rispetto alla data di pubblicazione e possono incidere sul valore dell’investimento; il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. non ha l'obbligo di mantenere aggiornate queste informazioni, né tantomeno di aggiornarle. La distribuzione di questo documento in altre giurisdizioni può essere soggetta a restrizioni e pertanto le persone alle quali dovesse pervenire tale documento si dovranno informare sull’esistenza di tali restrizioni ed osservarle. Ulteriori informazioni sono disponibili su richiesta.