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July 15, 2026
Segnali di pace, segnali di ripresa
Il calo del prezzo del petrolio conseguente agli accordi USA-Iran si riflette positivamente sulle aspettative di inflazione e attenua i timori dei mercati.
A cura del Team CIO di Deutsche Bank – Private Bank Italy
Contesto macroeconomico
La geopolitica ha continuato a dominare l’attenzione dei mercati nel secondo trimestre. L’evento di maggiore rilevanza è stato la firma del memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran nel mese di giugno, che ha portato un’ondata di sollievo sulla possibilità di un accordo di pace più duraturo tra le parti e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Nonostante i flussi energetici tramite lo Stretto siano migliorati nelle settimane dopo il memorandum, la loro entità è ancora in fase di normalizzazione e sono ben distanti dai livelli precedenti il conflitto.
La firma dell’accordo ad interim sul finire del trimestre ha provocato un crollo dei prezzi del petrolio, che si è tradotto rapidamente nelle letture di inflazione del mese di giugno, riducendo i timori di stagflazione.
In Eurozona, l’inflazione CPI headline1 è scesa su base annua dal 3,2% di maggio al 2,8%, grazie soprattutto alla discesa dell’inflazione nei beni energetici. Ma anche l’inflazione CPI Core2 ha registrato un rallentamento dal 2,6% al 2,4%.
Negli Stati Uniti, l’inflazione headline PCE3 di maggio ha evidenziato un’accelerazione al 4,1% su base annua, così come quella Core salita al 3,4%. Ma nel mese di giugno potrebbe aver seguito un percorso simile all’inflazione europea, grazie alla discesa dei prezzi dell’energia anche negli Stati Uniti. Tuttavia, l’economia statunitense continua a dimostrarsi resiliente, con il dato sui Non-Farm Payrolls4 relativo al mercato del lavoro che ha evidenziato una crescita dei posti di lavoro di 172.000 unità, ben superiori alle previsioni di consenso. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%.
Il saliscendi delle preoccupazioni relative all’inflazione, miste alle prospettive di crescita economica, ha promosso un cambiamento significativo delle aspettative sulle Banche Centrali: negli Stati Uniti, la sorprendente resilienza dell'economia e del mercato del lavoro unite alla prima riunione di Kevin Warsh a capo della Fed hanno spinto gli investitori ad abbandonare le attese di tagli dei tassi per prevedere un rialzo dei tassi entro fine anno; in Eurozona, dopo che nel mese di giugno 2026 è stato effettuato il primo rialzo dei tassi dal 2023, il mercato ha concluso il trimestre anticipando un secondo rialzo entro dicembre 2026.
Obbligazionario
L’andamento positivo dei mercati azionari e la discesa dei prezzi del petrolio hanno avuto ripercussioni positive anche sui mercati obbligazionari, con il venir meno delle preoccupazioni inflazionistiche che ha favorito il recupero dei titoli di Stato, soprattutto in Europa.
I titoli governativi dell’Eurozona hanno registrato un rendimento totale del +1,9% nel secondo trimestre (+0,5% a giugno), mentre i Treasury statunitensi hanno guadagnato il +0,4% sia nell’ultimo mese che nell’ultimo trimestre. I BTP continuano a sovraperformance con un rialzo del +0,6% su base mensile e del +2,6% nel secondo trimestre 2026.
Sul mercato del credito, gli indici societari Investment Grade5 EUR e USD hanno registrato rispettivamente un rialzo nel secondo trimestre del +2,4% (+0,6% a giugno) e +1,3% (+0,2% a giugno). È continuata anche la sovraperformance degli indici High Yield6, con rialzi nel secondo trimestre del +3,4% e +2,3% rispettivamente degli indici EUR e USD.
Azionario
L’attenuazione dei timori di stagflazione e la tenuta dei dati macroeconomici hanno consentito ai mercati azionari di mantenere il momentum positivo nel secondo trimestre.
In particolare, l’S&P 500 (+15,2% in termini di total return) ha registrato la miglior performance trimestrale dal recupero post-pandemia del secondo trimestre 2020. I titoli dei semiconduttori si sono distinti in modo eccezionale: il Philadelphia Semiconductor Index7 (+88,0%) ha registrato il miglior trimestre dalla sua creazione nei primi anni ‘90, portando il guadagno da inizio anno al +101,7%. Allo stesso tempo, il KOSPI coreano (+67,9%) ha registrato la sua miglior performance trimestrale dal quarto trimestre del 1998, portando il rialzo da inizio anno al +102,4%, grazie alla presenza di alcune società legate alla produzione di semiconduttori e di memorie.
Materie prime & Tassi di cambio
Dopo che il primo trimestre aveva visto il maggior rialzo trimestrale del Brent8 dall’inizio della Guerra del Golfo nel 1990, il secondo trimestre ha registrato il più forte ribasso trimestrale dall’inizio della pandemia nel primo trimestre del 2020, pari ad un calo del 38,4% (-20,8% a giugno) e attestandosi a USD 72,92 al barile. Dopo la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, i prezzi del petrolio hanno chiuso il mese di giugno praticamente sugli stessi livelli precedenti l’inizio del conflitto a fine febbraio. Nonostante ciò, da inizio anno il Brent mantiene ancora un rialzo del +19,8%.
Per i metalli preziosi invece, con il mercato che ha iniziato a prezzare possibili ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed e con il ridimensionamento dei rischi geopolitici, il trimestre è stato più difficile. L’oro ha perso il -14,1% (-11,7% a giugno) chiudendo a USD 4.008 l’oncia, mentre l’argento è sceso del -22,0% (-22,2% a giugno) chiudendo a USD 58,60 l’oncia. In entrambi i casi si è interrotta una serie di cinque trimestri consecutivi di rialzi e si è registrato il peggior trimestre dal secondo trimestre del 2013.
Passando al mercato valutario, l’Indice del Dollaro9 è salito del +1,2% nel secondo trimestre (+2,3% a giugno), segnando il quarto rialzo trimestrale consecutivo; da inizio anno, il guadagno complessivo è stato del +2,9%. In maggiore dettaglio, l’EUR si è deprezzato verso l’USD del -1,1% nel secondo trimestre (-2,0% a giugno), mentre in Giappone, nonostante la Bank of Japan abbia aumentato i tassi di interesse di 25 punti base all’1,0%, lo yen ha continuato a indebolirsi nei confronti del dollaro statunitense, raggiungendo il livello più basso dagli ultimi quarant’anni a quota 162,55 yen per dollaro (-2,3% nel secondo trimestre, -2,0% a giugno).
1 CPI Headline: l’indice dei prezzi al consumo complessivo; misura l’inflazione includendo tutte le categorie di beni e servizi, compresi i componenti volatili come energia e alimentari.
2 CPI Core: l’indice dei prezzi “di fondo”; misura l’inflazione escludendo energia e alimentari, che sono le componenti più volatili, per indicare un andamento più stabile e strutturale dei prezzi.
3 L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Personal Consumption Index, o PCE) è un indicatore macroeconomico che misura la variazione nel tempo dei prezzi dei beni e servizi acquistati dai consumatori.
4 Non-Farm Payrolls (NFP) sono il numero di nuovi posti di lavoro creati nel settore non agricolo degli Stati Uniti, pubblicati mensilmente dal Dipartimento del Lavoro americano. I NFP sono fondamentali perché forniscono una panoramica chiara dello stato di salute dell’economia americana. L’occupazione influisce su molte altre variabili economiche, come inflazione, vendite al dettaglio e produzione industriale e può influenzare le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.
5 Investment Grade: titoli obbligazionari caratterizzati da un’elevata qualità creditizia, con un rating pari o superiore a BBB‑ (per S&P e Fitch) o Baa3 (per Moody’s). Sono emessi da soggetti ritenuti con una bassa probabilità di insolvenza e offrono rendimenti generalmente più contenuti in cambio di una maggiore stabilità e prevedibilità dei flussi di cassa.
6 High Yield: titoli obbligazionari con rating inferiore all’Investment Grade (BB+ / Ba1 o inferiore), emessi da emittenti con profilo di rischio creditizio più elevato. Offrono rendimenti superiori per compensare una maggiore probabilità di default e una più elevata sensibilità al ciclo economico, risultando tipicamente più volatili rispetto ai titoli Investment Grade.
7 Philadelphia Semiconductor Index: indice che raggruppa 30 tra le maggiori società di semiconduttori quotate negli Stati Uniti. È ampiamente utilizzato come benchmark per valutare la performance del settore dei chip e come indicatore della domanda globale di tecnologia.
8 Il WTI (West Texas Intermediate) e il Brent sono i due principali benchmark (parametri di riferimento) del petrolio greggio mondiale.
Il WTI è estratto negli USA ed è il benchmark principale per il Nord America. Il Brent proviene dal Mare del Nord ed è il riferimento per i prezzi del petrolio in Europa, Africa e Medio Oriente: più del 60% delle transazioni internazionali utilizzano come riferimento il Brent.
9 Indice del dollaro (DXY): misura l’andamento del dollaro statunitense rispetto a un paniere di sei valute estere principali, offrendo un’indicazione immediata del suo valore sui mercati valutari globali.
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